24/09/10

ADRO INSEGNA

Sembra proprio che Adro, paesino dove la "tradizione e la cultura" padana sono difesi da un sindaco leghista, ma non solo, torni ciclicamente agli onori, si fa per dire, della cronaca. Dopo la "mensa scolastica" sospesa ai bambini le cui famiglie erano morose, guarda caso prevalentemente "straniere", oggi è la volta della scuola pubblica "addobbata" con il simbolo del partito leghista!

Scuola_Adro--400x300.jpgPer fortuna viviamo ancora in un Paese dove qualcuno riesce a scandalizzarsi, pochi per la verità. Quindi, come avvenne per la mensa negata, anche per il simbolo leghista c'è stata una discreta "sollevazione popolare"! Però, mentre la prima storia fu aspramente criticata in gran parte del Paese e difesa, invece, da tanti cittadini di Adro, in questo caso sono proprio questi ultimi ad essersi "ribellati" per primi, seguiti da quella parte del Paese che rifiuta di chiudere gli occhi (ma anche tapparsi le orecchie e disconnettere il cervello).

Tutta la vicenda offre alcuni spunti di riflessione, ben nascosti dietro le parole espresse da quei genitori di Adro che hanno contestato l'iniziativa del Sindaco. Per capire a cosa mi riferisco, è necessario aver "ascoltato" attentamente le proteste degli stessi ma anche di parte dell'opinione pubblica e della "politica". Dissenso sacrosanto quello dei "genitori" che, tuttavia, costituisce un precedente che non va affatto dimenticato, soprattutto quando si discute di "simboli"!

Quali sono le proteste dei genitori di Adro? Leggendo ciò che riportano i giornali oppure ascoltando i servizi dei TG, scopriamo che c'è chi afferma "...con i bambini non si scherza..." e chi sostiene che "... la politica non è un argomento che va affrontato a scuola...". Ancora, c'è chi dichiara "... non voglio che mio figlio frequenti una scuola marchiata dalla politica e, quindi , siccome sono un cittadino italiano che paga regolarmente le tasse, chiedo che mi venga riconosciuto questo diritto..." e chi sostiene "... non voglio che mio figlio frequenti una scuola caratterizzata da loghi di partito e, quindi, aspetto che le Istituzioni ripuliscano tutto..."

Ancora più interessante è la lettera che il dirigente scolastico di quell'istituto ha inviato al Sindaco in questione, citata da alcuni giornalacci "comunisti", con la quale lo stesso dirigente, attraverso un complesso "giro di parole" necessarie a non urtare la suscettibilità leghista del "primo cittadino", chiede la rimozione del simbolo, scrivendo tra l'altro "...temo che la presenza così diffusa di un simbolo, non me ne voglia signor Sindaco, indipendentemente da noi, è chiaramente anche partitico, all'interno di un ambiente di pubblica istruzione, di educazione pluralista, di rispetto di tutte le idee, della Costituzione e delle leggi della Repubblica italiana, possa rappresentare un ostacolo per un sereno lavoro didattico...."

Ma guarda un po!! Cittadini che reclamano diritti e chiamano in loro difesa le Istituzioni ed un dirigente scolastico che afferma, mettendo nero su bianco "... un simbolo... all'interno di un ambiente di pubblica istruzione, di educazione pluralista, di rispetto di tutte le idee, della Costituzione e delle leggi della Repubblica italiana, può rappresentare un ostacolo per un sereno lavoro didattico...." Simbolo che, riconosce il dirigente, è riconducibile ad un partito.

E' inevitabile pensare ad un altro "simbolo" e ad altre "immagini", esposte non solo nelle scuole pubbliche ma diffuso anche negli Uffici dello Stato italiano... e traggo le mie logiche conclusioni!! Conclusioni soggettive, per carità! Però, ricordando anche discussioni del passato, sono assalito dal dubbio che nel nostro Paese il "diritto universale" sia stato gradualmente sostituito dal "diritto della maggioranza". Con le logiche conseguenze... ed Adro, insegna!!

20/09/10

LA FORZA DELLA NATURA

La natura dimostra di saper reagire alle avversità, esprimendo una grande forza rigeneratrice. Fuoco, gelo, siccità ed anche malattie e parassiti, spesso non riescono a distruggere completamente la vita che c'è in una pianta. In breve tempo, le ferite vengono rimarginate e la natura esplode nuovamente rigogliosa. L'aiuto dell'uomo a volte può essere necessario ma, in genere, non è indispensabile! Osservando questa manifestazione di "energia" ho compreso quanto sia sconvolgente, invece, l'interazione tra l'uomo e la natura, al punto che il primo riesce a distruggere, irrimediabilmente, la seconda. Tra i parassiti, è il peggiore perché devasta, senza alcuna possibilità di recupero, l'energia vitale della natura.

IBISCO.jpgVoglio raccontare due esempi recenti di questa incredibile forza della natura: da parte mia, c'è stato un piccolo aiuto che, tuttavia, nel caso della prima storia, sono sicuro che non era indispensabile. Lo scorso anno, mi fu regalato un bel vaso che conteneva due piante di Ibisco, rispettivamente dai fiori rossi e rosa. Le piante, erano alte poco più di un metro, rigogliose e dalla fioritura abbondante. Alla fne dell'estate, posizionai il vaso a ridosso di un muro, in posizione soleggiata. Tuttavia, la forte ed inconsueta nevicata di febbraio di quest'anno fu, per le stesse, devastante. Coperte completamente dalla neve, le due piante persero immediatamente tutte le foglie. In seguito, cominciai a notare che parte dei rami seccavano. Pensavo di averle perse. Così credetti in un primo momento.

All'inizio della primavera, apparentemente ridotta ad una pianta "morta", decisi che una verifica andava fatta, prima di stilare il "certificato di morte": tirai fuori dal vaso il panetto di terra e cercai di osservare lo stato delle radici. Non erano secche e sembravano ancora ben distribuite nel panetto di terra. Divisi lo stesso in modo da separare le due piante e le collocai in due nuovi vasi che contenevano terriccio ben concimato. Poi, potai drasticamente le stesse, riducendo i rami finché non arrivai a quelli che sembravano ancora "verdi". Rimasero pochi rametti, alti qualche centimetro. Non restava che aspettare che la "natura" facesse il resto. Quelle due piante ritratte nella foto, sono il risultato. Oggi, sono alte quasi 15 centimetri ma, soprattutto, piene di foglie e boccioli. La natura, ha vinto!

LIMONE.jpgPoi, c'è la storia del limone. Il nostro incontro avvenne alla fine di febbraio di quest'anno. Era sul balcone dello "studio professionale" di un amico e dimostro ottimisto se affermo che era devastato: la chioma era ridotta a qualche decina di foglie ingiallite, tanti rami secchi e, inoltre, era infestato in modo impressionante dagli afidi. Parassiti e muffe bianche erano ovunque, sottraendo linfa vitale alla pianta. Mi rammaricai con l'amico per come avevano "ridotto" quella bella pianta e lui, per tutta risposta, mi disse che potevo portarmelo via, se pensavo di "recuperarlo". Era una sfida a cui non potevo sottrarmi.

Lo caricai in macchina e, una volta a casa, immediatamente irrorai ciò che rimaneva della chioma con un prodotto specifico per combattere afidi e cocciniglie. Inoltre, eliminai i rami secchi. Purtroppo, dei 4 rami che formavano l'impalcatura principale della chioma, due erano irrimediabilmente persi ed altri due furono ridotti alla metà della loro lunghezza. Dopo una settimana, decisi di sostituire anche il vaso: ridussi di un terzo il panetto di terra che conteneva le radici, collocai lo stesso in un vaso che conteneva terriccio specifico per agrumi ed aggiunsi del concime specifico. I trattamenti antiparassitari continuarono a scadenza di 15 giorni, fino alla metà di maggio.

La foto, dimostra che la "sfida" è stata vinta e, anche se non si vedono, due piccoli fiori bianchi sono da poco comparsi, preludio di futuri limoni. La prossima primavera, sono sicuro che darà il meglio di se. C'è ancora molto da fare: la chioma, nuovamente ricca di foglie, ha raggiunto i due metri di altezza e dovrà essere "aiutata" a riacquistare l'antica forma, con piccole potature. L'inverno, dovrà essere difeso da vento e gelo. Trattamenti antiparassitari preventivi, dovranno essere ripetuti. Ma la sfida più grande credo proprio che il mio "limone", con un mio piccolo aiuto, l'ha vinta: vivere!

16/09/10

MALAFEDE

Sto preparando alcuni post, nel poco tempo libero che ultimamente riesco a ritagliarmi. Qualche pensiero buttato qua e là, qualche traccia di riflessione da sviluppare con calma. Si dovrebbe capire che è la solita settimana caotica perché sono anche poco presente in rete! Però, sono alcuni giorni che ascolto una notizia che proprio non riesco a "digerire" ed il TG ascoltato su Sky ieri sera, mi ha provocato un travaso di bile talmente violento che l'unico modo per sfogare la mia rabbia era di trasformarla in un post!

proiettilipeschereccio.jpgNon conosco espressioni sufficienti ad esprimere il disprezzo che provo per i rappresentanti dell'attuale governo e per tutti quegli italiani, sono tanti, che ancora plaudono a questo modo di governare un Paese che si definisce "civile" e "democratico". L'arroganza dei primi e l'inerzia, il menefreghismo, il qualunquismo quando non la complicità, dei secondi, provocano in me le stesse sensazioni di nausea che provocherebbe una fossa biologica scoperta!

Qualche giorno fa, un peschereccio italiano che si trovava al largo delle coste libiche (30 miglia dalle coste della Libia), per una battuta di pesca, è stato inseguito e fatto oggetto di colpi d'arma da fuoco, da parte di una motovedetta libica. Rientrato nel porto di Mazara del Vallo, il capitano del peschereccio ha denunciato il fatto. La notizia è stata diffusa da quasi tutti gli organi di stampa, con più o meno enfasi! Le polemiche tra maggioranza ed opposizione hanno subito fatto da cornice al grave fatto!

Il rappresentante del Viminale, degnissimo esponente del Governo e di quegli italiani che hanno votato Lega Nord, aveva subito parlato di un malinteso dei libici, affermando che gli stessi avevano probabilmente scambiato il peschereccio per un barcone di clandestini.

L'avevano scambiato per un barcone di clandestini? Già questo, è sufficiente per provocare voltastomaco. Grazie a quell'affermazione, oggi sappiamo di che natura sono i "rapporti" che il Governo ha instaurato con il ridicolo Colonnello Gheddafi e come la pensano certi "leghisti" e tanti italiani! Ci siamo affidati ad un "paese canaglia", ma canaglia vera, per impedire che masse di miserabili vengano in un paese di miserabili per cercare di sopravvivere! Abbiamo risolto il nostro dilemma di paese "civile" e "democratico" che non avrebbe potuto sparare su masse indifese e disperate, accordandoci con un Paese che di civile e democratico non ha nulla e nel quale la vita di un essere umano vale meno di zero! Gli abbiamo fornito armi ed addestramento perché facciano loro il "lavoro sporco". Che popolo di vigliacchi e senza palle!

Se, tuttavia, avevamo già ascoltato abbastanza, oggi è stato superato anche quel limite. Il degnissimo rappresentante del Viminale ha cambiato versione, affermando: la motovedetta libica non ha inseguito il peschereccio italiano. I militari di Tripoli hanno prima sparato in aria, poi in acqua e poi verso il peschereccio. Ma si scopre qualcos'altro che ha dello sconvolgente, sempre dalle parole dell'esimio: su quella motovedetta, c'era anche personale della Guardia di Finanza italiana che, quando si è verificato lo scontro, è sceso sotto coperta, come prevedono le "regole d'ingaggio".

Ma che merdata è mai questa che voi chiamate "regole d'ingaggio"? Una motovedetta italiana donata alla Libia, con armi italiane, ed ora scopriamo anche con personale italiano a bordo... condotta da militari libici, spara su un peschereccio italiano? Questi non sono nè accordi "internazionali"  nè regole d'ingaggio ma qualcosa che si può definire con un solo termine: merdata!

Ci sono state, com'è ovvio, forti critiche da parte di quasi tutti i rappresentanti dell'opposizione. Come pensate che le abbia definite l'altro esimio rappresentante di questo governo, ministro Frattini? Le ha definite critiche in "malafede". Malafede? E' malafede il giusto sdegno di gente che ancora riesce a provare vergogna di vivere in un Paese che si definisce civile e democratico ma nel quale governa un gruppo di politici e vive la gran maggioranza di un popolo che di civile e democratico non professa più nulla? E' malafede pensare che sparare su un natante inoffensivo, sia mostruoso? Questa è malafede?

Naturalmente, tutte queste ed altre nauseanti dichiarazioni di esponenti della maggioranza sono smentite, subito dopo, dall'intervista rilasciata dal capitano del peschereccio, il quale ha raccontato che quando hanno avvistato la motovedetta libica, memori forse di altre già tristi esperienze di loro "colleghi" in quelle acque che sono internazionali ma che Tripoli arroga come suo "territorio", hanno mollato le reti ed hanno puntato verso la Sicilia, con i motori al massimo. La motovedetta, dopo aver intimato loro di fermarsi, ha sparato ad "alzo zero"!! Significa, per chi non lo sapesse, che hanno sparato per uccidere! Seguono anche le "immagini" del peschereccio, bucherellato in più punti lungo una fiancata dello stesso! Inoltre, smentendo l'esimio della Lega nord nonché ministro dell'interno, il capitano del peschereccio ha affermato, davanti alle telecamere, che sono stati inseguiti per quasi un'ora e mezza!

Segue anche un'intervista al Procuratore di Agrigento che sulla vicenda ha aperto un'inchiesta per "tentato omicidio"  e danneggiamento di natante. Lo stesso, pur premettendo che si attendono le indagini dei RIS, afferma che l'ipotesi di tentato omicidio è giustificata dal fatto che "anche fosse stato un peschereccio clandestino o non clandestino oppure un barcone di immigrati o non di immigrati, sparare come i primi rilievi dimostrano, significa voler uccidere." In altre parole, il diritto internazionale della navigazione, cari signori, vieta di sparare contro un natante che non sia una "minaccia".

C'è da scommetterci: il Procuratore, verrà presto bollato come nemico di questo governo e appartenente alla famosa "magistratura comunista"!

09/09/10

TORINO CHIAMA

Sembra proprio che per molti italiani "Schifani e Bonanni pari sono"! Almeno a Torino! Dopo il Presidente del Senato, anche il leader della Cisl ha dovuto battere in ritirata, anche precipitosa, abbandonando la manifestazione del PD che si svolge, appunto, a Torino, causa l'accesa contestazione manifestata nei suoi confronti da alcuni partecipanti al meeting. A dar retta alle cronache, sono stati i "soliti" scalmanati dei centri sociali che l'esimio Letta ha prontamente definito "antidemocratici" mentre l'altro esimio, Bersani, si è limitato a stigmatizzare l'accaduto come indegno "attacco squadrista"!! Gli esimi, sono rispettivamente vice segretario e segretario del partito "di sinistra" al governo: il Partito Democratico!

Interessante anche la reazione di Bonanni, ovviamente per nulla contento della manifestazione di dissenso a lui dedicata, che ha dichiarato: "Sono frastronato. Sono stato vittima di un'aggressione incivile e squadrista da parte dei centri sociali di Torino. Un'aggressione che nulla ha a che fare con il confronto democratico e con la politica. Mi sento ovviamente turbato. Spero che ora tutti riflettano e abbassino i toni".

Signor Bonanni, lei è ancora capace di provare turbamento? Premetto: sono il primo, e questo mio blog ed il suo contenuto ne sono la riprova, a perseguire il confronto civile e democratico tra le parti. Sono anche il primo che rifiuta ogni forma dialettica che si sviluppi all'insegna della "violenza". Figurarsi, poi, quello basato sullo "scontro fisico". Quindi, signor Bonanni, a lei si sta rivolgendo uno che rifiuta la "violenza" a priori!

Tuttavia, se lei in futuro non vuole provare turbamento, è ora che si cominci a guardare intorno e, soprattutto, non frequenti più i salotti buoni di banchieri ed industriali! La stanno allontanando dalla "realtà" in cui viviamo noi lavoratori! Lei ed il suo collega della Uil dovreste smetterla di svendere noi lavoratori, offrendo il vostro consenso a quegli industriali che decidono di mettere da parte il CCNL e che come scopo, neanche tanto nascosto, hanno quello di stravolgere gli assetti politici e culturali del Paese, ad esclusivo beneficio del loro stramaledetto "profitto". Lei ed il suo collega della Uil, dovreste guardare con più attenzione all'attuale Governo che prende a calci i lavoratori e difende la parte più agguerrita e aggressiva del sistema imprenditoriale italiano, giungendo anche a ventilare il possibile azzeramento degli effetti, nel mondo del lavoro, della 626.

Sempre più lavoratori, signor Bonanni, ritengono lei ed il suo collega della Uil responsabili della condanna alla gogna di Confindustria, dei lavoratori di Melfi, di Pomigliano e tanti altri ancora. Sempre più disoccupati, precari e giovani rei solamente di volersi costruire un futuro fatto di certezze e dignità, ritengono lei ed il suo collega responsabili delle vessazioni e dello sfruttamento cui devono sottostare per vivere! Giovani a cui non fotte nulla sapere che un Tremonti o un Sacconi giudicano le loro aspirazioni, incompatibili con la realtà della globalizzazione!

Lei ed i suo collega, signor Bonanni, dovete provare a volgere nuovamente il vostro sguardo al mondo del lavoro, dovete tornare a perseguire il rispetto dei diritti sociali e delle singole persone che lavorano, dovete scegliere da che parte stare: dalla parte di chi vuole difendere le conquiste che hanno costituito la nostra civiltà democratica del lavoro oppure di chi vuole eliminare tutto questo.

E' una scelta "di campo" importante, signor Bonanni, perché altrimenti il "turbamento" che ha provato a Torino sarà solamente l'antipasto di quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro! La storia insegna che sulla pelle dei "lavoratori" si è fatto di tutto.... finché gli stessi non sono esplosi, con effetti devastanti per chi si trovava nel raggio dell'onda d'urto! Signor Bonanni, Torino ha chiamato! Decida da che parte stare prima che i lavoratori rispondano, altrimenti, è sicuro che la mia aspirazione al "confronto democratico" va a farsi fottere! Non so se la sua è autentica ma, nel caso lo fosse, anche per lei sarebbe una dura smentita!

Ai rappresentanti "esimi" del Partito Democratico, infine, non ho nulla da consigliare: su quel partito e sui suoi leaders, ho tracciato sopra una bella croce... la "sinistra" è altrove!

06/09/10

LEZIONI DI VOLO

Anche il ferragosto di quest'anno è stato animato da un lieto evento, similmente a quello raccontato lo scorso anno (http://carlo58.myblog.it/archive/2009/10/12/l-avventura-di-zio-riccio.html#comments) che mi vide protagonista del salvataggio, da annegamento nel laghetto artificiale, di Zio Riccio. Quest'anno, c'è stato il "primo volo ufficiale" di Zio Pio. Prima però, una precisazione: Zio Pio è stato chiamato così non perché fosse un fervente osservante di pratiche religiose ma per il verso che faceva, soprattutto quando aveva fame.... pio pio pio pio!

 

ZioMerlo.jpgZio Pio è un magnifico merlo e la sua storia iniziò a metà maggio di quest'anno quando, un tardo pomeriggio, la mia vicina mi chiamò allarmata. La mia gatta Stella ed i suoi tre gatti Pepe, Morgana ed Amelia erano in trepidante attesa... davanti al suo frigorifero! Nulla sembrava distrarli, neanche i tanto ambiti "croccantini" di cui sono golosi. Valutata la situazione, giungemmo alla conclusione che, probabilmente, dietro l'elettrodomestico si fosse nascosto uno dei tanti animaletti di cui vanno a caccia, sfuggito ai loro micidiali "giochi": topini, biscette, lucertole. Decidemmo di entrare in azione noi "umani", ispezionando il retro del frigorifero.

Approntammo un piano A): io avrei spostato il frigorifero ed i gatti, in seconda linea, avrebbero fatto il resto. Come ogni buona tattica, c'era anche il piano B): qualunque cosa fosse sfuggita ai gatti, sarebbe stata arrestata dalla mia amica, armata di scopettone e posizionata in seconda linea! Mi avvicinai con circospezione all'elettrodomestico e lo avevo spostato di pochi centimetri quando sentimmo, chiaramente, il verso di un... uccellino. Lo sentimmo tutti, anche i gatti che manifestarono tutta la loro eccitazione! Tutta la strategia andava modificata ed in fretta: detto fatto, il piano B) fu adattato per allontanare, non senza qualche difficoltà, i gatti dalla zona.

Bonificato il territorio dai felini, ripresi a spostare il frigo e, in un angolo, c'era quel batuffolo di penne che vedete nella foto, ripreso poco dopo essere stato rifocillato! Si, perché l'incredibile è che Zio Pio era talmente affamato che come provai a porgere un "pastone" di mia invenzione, fatto con qualche goccia di latte, un pizzico di zucchero, biscotto tritato e acqua... mi si attaccò al dito ove avevo depositato lo stesso, ingoiando avidamente la sbobba. Aveva una leggera abrasione su un'ala che disinfettammo con qualche goccia di tintura di iodio ma, per il resto, stava benissimo, a parte la paura per la terribile avventura che aveva vissuto. Com'era arrivato dietro al frigorifero, non riuscii mai a farmelo raccontare da Zio Pio... ma era stato fortunato! I gatti, lì dietro non potevano raggiungerlo!

Mangiava i miei pastoni con gran voracità e dovetti arricchire gli stessi, aggiungendo alla "ricetta base" anche avanzi di cucina come pasta, pane, frutta, verdura ovviamente sminuzzati. Dopo qualche giorno, comprai anche una gabbia più grande. Successivamente, mi venne il dubbio che la sua dieta dovesse essere arricchita con proteine e, allora, mi misi alla ricerca di un pastone appropriato per merli. Lo trovai in un grande negozio che vende prodotti per animali, dove ebbi conferma che ciò che avevo pensato era esatto: era un pastone altamente proteico!

Per la verità, la prima volta che provai a darglielo, non ne fu entusiasta: preferiva la mia "cucina"!! Allora, lo mischiai ai pastoni di mia invenzione e fu un successo!! In breve tempo le penne divennero più lucide, la coda più definita, cresceva! Mangiava ogni volta che gli porgevo qualcosa e, poi, facevamo delle gran chiacchierate! Io emettevo dei fischi modulati e lui rispondeva. Oppure era lui che quando mi vedeva fischiava, ed io rispondevo cercando di ripetere il suo verso. Era bellissimo! Non chiedetemi cosa ci dicevamo perché... non lo so!!

Il passo successivo fu quello di insegnargli a mangiare da solo! Prima con della frutta o biscotti appesi nella gabbia e, poi, con il pastone lasciato nell'apposito contenitore! Anche in questo caso ebbi successo! La mattina, lasciavo il pastone, un pezzetto di frutta, insalata o biscotti nella gabbia. Quando tornavo a casa, si era spazzolato tutto ed un bis era gradito!! Tra chiacchierate e pastoni, Zio Pio cresceva sempre più e cominciai a pormi una difficile domanda perché, inevitabilmente, mi stavo affezionando a quell'adorabile esserino.

Avrei dovuto rimetterlo in libertà oppure, come mi suggeriva il sentimento d'affetto che nutrivo per lo stesso, trattenerlo in cattività? Fu una riflessione lunga e sofferta e, alla fine, misi da parte il sentimento egoistico che mi diceva di tenerlo. Un essere così bello, nato per volare nel cielo e cantare libero, non potevo tenerlo chiuso, a vita, in una gabbia seppur grande. In previsione di quel momento, alla fine di giugno decisi di dare a Zio Pio delle "lezioni di volo" e prepararlo per raggiungere i suoi simili. Sarei stato il suo istruttore!

Sigillata casa, per evitare intrusioni feline, aprii per la prima volta la gabbia e lo invitai dolcemente a venir fuori. Lo so che sembrerà incredibile... ma ancora oggi ho l'impressione che Zio Pio capisse ciò che volevo da lui. Le prime lezioni si limitarono a qualche breve voletto da una sedia ad un mobile, uscite di pochi minuti ma per lui molto eccitanti. Man mano che le ali diventavano più robuste, anche le "lezioni" erano più lunghe ed i voli più arditi: di stanza in stanza, da terra fin sopra la libreria e viceversa, da un mobile ad un altro. Per tranquillizzarlo, continuavo a scambiare con lui dei fischi. Più volava e più diventava forte.

Ferragosto è stato il giorno del suo primo volo verso il cielo azzurro!! Preventivamente, per abituarlo alla vita "fuori casa", era già da tempo che appendevo la sua gabbia al ramo di un albero, in modo tale che i gatti non potessero raggiungerlo! Se ne stava lì tutto il giorno, guardando i suoi "simili" che scorrazzavano in giardino, scambiando versi con gli stessi. Anche quella mattina, lo portai fuori e misi la gabbia sopra un tavolino. Era una gran bella giornata di sole! Aprii la porta della gabbietta e dissi: "Zio Pio, sei libero. Mi raccomando, stai lontano dai gatti!". Dentro di me pensai: "mi mancherai"!!

Le emozioni vissute in quel momento, è difficile descriverle e potranno, comunque, sembrare incredibili: Zio Pio uscì fuori dalla gabbia e rimase sul tavolo. Mi guardò eccitato da quella nuova "condizione" e si stropiccio le ali. Dopo qualche saltello intorno alla gabbia, spiccò il volo e si posò sul ramo di un alberello che era vicino a noi. Mi guardò ancora e sono sicuro che era inebriato da quella nuova "sensazione". Lo "sentivo" felice. Emisi un fischio di richiamo al quale lui rispose, con mia gran meraviglia. Per alcuni minuti, ci scambiammo dei segnali poi lui, che continuava a guardarsi intorno eccitato, volò fino a raggiungere il tetto di casa. Provai la sensazione che mi stesse ancora guardando e feci un nuovo fischio: rispose anche a quello. Poi, si alzò nuovamente in volo per raggiungere il ramo di una grande quercia.

Per lunghi momenti, riuscii a seguire i suoi spostamenti di albero in albero ed a scambiare ancora dei segnali con lui. Poi, lo persi tra il folto fogliame. Però, ho la certezza che per tutto il giorno sia rimasto all'interno del giardino perché ogni tanto provavo a fare un fischio modulato e sentivo che rispondeva. All'imbrunire, come solitamente avviene, il giardino si riempì di merli. Mi piace immaginare che si sia unito agli stessi e che, oggi, stia volando libero nei boschi che circondano la mia abitazione. Mi piace anche pensare che fra quei merli che continuano a venire nel mio giardino, ci sia anche lui che ogni tanto viene a trovare "quell'umano" che fu il suo "istruttore di volo"!